venerdì 20 gennaio 2017

Zaia mi no son mona


Zaia mi non sono mona. Sono un cittadino informato e ho una testa. Le minchiate che tu spari sulla SPV sono offensive per noi cittadini veneti che viviamo nella zona dove passerà, ahimè, questa opera mostruosa. La ultima sceneggiata è andata in scena due giorni fa in regione.
Tu Zaia ti sei affannato per l'ennesima volta a difendere a spada tratta questa superstrada insostenibile e soprattutto senza fondi. I soldi per finirla non ci sono e non ci saranno a meno che non intervenga lo stato. I flussi di traffico, inventati sulla base di non so bene quali stime, parlano di 23-27.000 transiti giornalieri che non esistono. Certamente li avete abbassati (dai 51.000 precedenti) di fronte ai legittimi dubbi espressi da chi dovrebbe metterci i soldi per far stare in piedi questo zombie. Lo vuoi dire Zaia una volta per tutte che la strada non si farà se non con l'aiuto dello Stato?
Lo vuoi dire che il project finansing alla veneta è una inculata finanziariamente parlando per i veneti?
Lo vuoi dire che una opera in project dovrebbe essere pagata dai privati, cioè il concessionario Sis  e invece sarà pagata come al solito dai contribuenti? 
Due giorni fa hai cominciato a dire la verità dopo tante balle: via le esenzioni sul pedaggio ai residenti. Poi hai ricominciato con le balle. Il closing finanziario ci sarà a giugno.
Ma di cosa stai parlando? Non ci sarà alcun closing finanziario visto che nessun closing (tradotto chiusura) è possibile.Il progetto non sta in piedi nè oggi nè domani nè mai. 

Tu hai detto balle per anni sulla SPV, affermando che non sarebbe costata un euro ai contribuenti, veneti in primis. Per ora è già costata 600 milioni. Per quello che manca 1,7 MILIARDI aspettiamo il closing che NON arriverà mai.
Sfido te e Ciambetti, che tanto avete difeso questa opera "utile" al nostro territorio, a dimostrare che i soldi ci sono e che non ci saranno ulteriori contributi a carico dei cittadini.
Noi ci abbiamo messo la faccia e numeri alla mano, mai smentiti, abbiamo detto, da sempre, che il project finansing alla veneta è una farsa. Vogliamo la verità e subito. Vogliamo che vi sediate ad un tavolo con i comitati, che ridefiniate il tracciato, eliminando quello che non serve, che paghiate gli espropriati (300 milioni da saldare) e soprattutto che ci diciate una buona volta come ne usciamo.
Io di Salerno-Reggio Calabria in Veneto non ne voglio. Ma siccome no son mona voglio anche che tu mi dica una buona volta la verità e la smetta di fare teatro e sceneggiate. Zaia mi no son mona FORA EA VERITA'!Na bona volta!

mercoledì 18 gennaio 2017

Lettera aperta : Caro socio Veneto Banca e Popolare di Vicenza guardiamo in faccia la realtà

Caro socio dopo la presentazione di offerta transattiva avvenuta il 9 gennaio è arrivato il momento a mente fredda di valutare se prendere o lasciare i soldi che Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza ti offrono. Sono tanti o sono pochi il 15% o 9 euro?
Dipende da quanto è il capitale investito, dalla situazione personale. Questa è una valutazione che ognuno farà una volta calcolata la perdita, considerando anche le alternative in campo.
Partiamo dal presupposto che al di sotto di certe cifre conviene accettare la offerta transattiva considerando anche la correlata proposta commerciale sulle somme depositate e vincolate per 3 o 10 anni. Calcolando anche gli interessi sui tali depositi si arriva a una percentuale di recupero attorno al 25% che aumenta considerevolmente se si deposita il massimo consentito e cioè fino a 5 volte quanto ricevuto a titolo di risarcimento. In tal caso si arriva a una percentuale vicina al 50% (nel caso ovviamente di deposito a 10 anni) .
Se invece si preferisce perseguire la via legale (causa civile) va considerato che i tempi possono essere lunghi (per la sentenza di primo grado si va dai 3 ai 5 anni) e in caso di soccombenza i costi pesanti. Il socio soccombente sarebbe infatti condannato a pagare anche le spese legali della banca.
Si tratta a titolo esemplificativo per una causa di importo pari a 50.000 euro di non  meno di 12.000 euro tra costi diretti (il proprio avvocato e i bolli previsti per legge) e indiretti ( l'avvocato della controparte, cioè della banca). Parlo di costi minimi che aumentano ovviamente all'aumentare dell'ammontare della somma di cui si chiede il risarcimento.
Nel caso di vincere la causa non è detto che la banca venga condannata a risarcire l'intero petitum .
In ogni caso dalla somma versata andranno detratti i costi legali sostenuti (bolli e il 12% in media come success fee riconosciuto al legale) .
Ricordo poi che le eventuali cause civili hanno possibilità di successo per quei soci che hanno acquistato azioni dal 2012 in poi profilandosi a carico della banca una violazione per false comunicazioni sociali quando non addirittura il falso in bilancio e la truffa (molto piu' difficili da dimostrare in ogni caso). Per chi ha acquistato prima del 2012 la possibilità di adire alla giustizia e vincere non risultano molto alte, anzi. Con il rischio di un salasso da pagare a titolo di spese legali come spiegato sopra. Senza contare che se le banche venissero sommerse da cause legali e le perdessero tutte non è detto che sarebbero in grado di far fronte a tutti i risarcimenti richiesti.

Le due banche accumulano infatti perdite pesanti e hanno una carenza di capitale stimabile in non meno di 5 miliardi tra costi di ristrutturazione del personale e necessari ulteriori accantonamenti per far fronte alle svalutazioni sui crediti deteriorati netti pari a 10 miliardi.
Se la operazione di transazione con i soci non andasse in porto i soci probabilmente non vedranno neppure il 15% dato che il passo successivo sarà l'intervento dello stato nel capitale della nuova banca che nascerà dalla fusione.
Il processo di rilancio possibile doloroso e lungo da attuare (a mio avviso non meno di 5 anni) sarà possibile solo se le banche avranno la capacità di attirare clienti e depositi.
In tale senso mi sembra che la operazione di transazione vada nella giusta direzione con i depositi vincolati che ricordo non potranno essere rinegoziati dalla banca e sono protetti dalla garanzia interbancaria fino a 100.000 euro.
Per concludere caro socio fatti molto bene i conti in tasca, calcola i costi-benefici con l'ausilio di una associazione o di un professionista e non farti prendere dalla emotività o dai facili discorsi di chi in modo del tutto avulso dalla realtà chiede la restituzione delle intere somme. 
Caro socio guarda in faccia la realtà senza credere a facili illusioni e poi decidi.Hai tempo due mesi.

domenica 15 gennaio 2017

La superstrada pedemontana veneta nel fosso: Bassano 26 gennaio 2017

http://strademorte.blogspot.it


LA SPV NEL FOSSO
sotterrarla per sempre o pensare
ad una vera alternativa


Una delle opere più costose del Paese, la Superstrada Pedemontana Venetalsta miseramente crollando sotto il peso di una
architrave finanziaria che non regge. Dopo anni di denunce
pressoché inascoltate i dubbi dei critici della prima ora
hanno trovato innumerevoli conferme... Cassandra aveva
ragione




Francesco Celotto, Carlo Costantini, Massimo Follesa e
Marco Milioni, autori del libro ‘Strade morte’, discuteranno
in un dibattito aperto al pubblico degli ultimi sviluppi del
sistema infrastrutturale del Veneto che annaspa in un mix
micidiale di ambiente ferito e conti pubblici da brivido



L’incontro è a cura del Covepa - Coordinamento Veneto Pedemontana alternativa
wwwcovepa.blogspot.com



giovedì 26 gennaio 2017 - ore 20,45
sala Tolio via Da Ponte 37
36061 Bassano del Grappa (VI)

INGRESSO LIBERO - info: +393460261017

venerdì 13 gennaio 2017

INCONTRO CON BPVI E TAVOLO PER SOCI IN DIFFICOLTA'

Un delegazione della associazione soci banche popolari venete ha incontrato oggi il vicedirettore vicario di BPVI De Francisco, il responsabile delle relazioni esterne Beltotto e il responsabile della rete filiali Luca Reverberi.
Nell'incontro la banca ha illustrato la proposta transattiva di rimborso per i soci dettagliando anche i vantaggi della offerta commerciale riservata ai vecchi soci.
La nostra associazione ha ribadito la necessità di aumentare la offerta considerata comunque un buon punto di partenza e ha ribadito la disponibilità a partecipare al tavolo per definire i criteri e i casi dei soci in difficoltà ai quali sono stati riservati 30 milioni di euro (30 milioni anche nel caso di soci Veneto Banca per un totale di 60 milioni il 10% del totale). Abbiamo ribadito la necessità di alzare la offerta con la assegnazione anche di altri strumenti come obbligazioni a media e lunga scadenza.
Sottolineiamo anche che i soci scavalcati (489 per quanto riguarda BPVi e 160 nel caso di Veneto Banca) riceveranno un indennizzo diverso e molto superiore al 15% previsto per gli altri.
Assopopolari è a disposizione di quei soci che abbiano situazioni economicamente e socialmente difficili causate dall'azzeramento del valore delle azioni per segnalare tali casi alla banca.
Contattateci. Per info www.assopopolarivenete.it 

Francesco Celotto
assopopolari venete

martedì 10 gennaio 2017

Una figuraccia stellare


Inutile nasconderci dietro a un dito o a scuse o formule tecniche. Il movimento 5 stelle questa volta ha fatto davvero una figuraccia. Grillo prima ha chiesto e ottenuto, con un certa dose di buon senso di confluire con il gruppo Alde, poi, vista la mal parata e con la coda tra le gambe, ha chiesto e ottenuto di tornare con il gruppo di Farage. Io ho votato per la confluenza nel gruppo Alde ritenendo che la unione con questi desse al movimento maggiore potere decisionale e influenza in sede europea. Non si può stare sempre sulle barricate a urlare. Bisogna anche cominciare a sporcarsi le mani e prendersi delle responsabilità.
Il gruppo Alde ha detto no forse anche perchè temeva che la entrata dei 5 stelle sbilanciasse il gruppo ma quello che mi lascia esterefatto è che Beppe Grillo sia caduto in questa trappola tesagli dagli ultraliberali e soprattutto il modo in cui questa manovra è stata maldestramente portata avanti da ll'eurodeputato ed ex presidente del gruppo parlamentare Efdd Borrelli. Il movimento ha sempre detto che le decisioni vanno condivise che quello che conta è la democrazia interna e che fa il buon David (Borrelli)? Fa un accordo alle spalle dei suo colleghi pentastellati e lo serve a cose fatte senza discuterlo (o forse lo ha discusso solo con Grillo e Casaleggio jr). Non un bello spettacolo per chi si fregia di essere diverso. 

Non è la prima volta che mi trovo in disaccordo con il m5s.
Questa volta però mi pare si sia esagerato e le conseguenze a livello di consensi e di immagine non saranno di poca portata. E anche a livello sostanziale; il gruppo a Bruxelles per tornare nel gruppo di Farage sarà giustamente ridimensionato e perderà peso.
Poco male nel caso di Borrelli, che perderà la poltrona di copresidente del gruppo Efdd, ma un pessimo viatico per il 2017. Il movimento deve tornare alle origini e ridimensionare un  gruppetto che pretende di comandare e imporre diktat anteponendo interessi personali a quelli della collettività.
Serve fare ordine e pulizia partendo da Bruxelles fino a Venezia, dove il gruppo pentastellato in regione non brilla certo per iniziativa e proposta politica.
Vero Borrelli?

Vb e Bpvi: una proposta per tentare di riconquistare sul serio il territorio perso

La proposta di rimborso dei vecchi soci di fatto azzerati di Veneto Banca e BPVicenza non può che essere un primo positivo parziale punto di partenza. Come abbiamo avuto modo di dire va integrata con altro per renderla accettabile ai soci. Da una parte un rimborso a lunga scadenza rappresentato da strumenti obbligazionari e dall'altra da misure fiscali a vantaggio dei soci individuali.

La associazione soci banche popolari venete ha avanzato mesi fa una proposta concreta che prevede ,in sintesi, la emissione di 1 miliardo di euro di bonds senior, a fronte della cessione di crediti in sofferenza pari ad almeno 3 miliardi, a favore dei soci che hanno acquistato azioni a partire dal 1 gennaio 2017 con una cedola crescente (step-up) ma con floor minimo dell'1%. I bonds sono divisi in tranches uguali di durata rispettivamente pari a 5,10,15,20 anni. Considerando che le azioni emesse dopo il primo gennaio 2007 sono pari a 114.000.000 ad ogni azione spetterebbe la assegnazione di un valore pari a euro 8,8 in media. Questo valore unito ai 9 euro di rimborso cash per i soci di Bpvi e ai 5-6 euro in media per i soci di Veneto Banca rappresenta un rimborso totale pari a circa 15-18 euro al netto della cedola dei bonds , crescente in relazione alla percentuale effettiva di recupero dei crediti in sofferenza, assegnati ad una società esterna ma comune alle due banche.

La associazione aveva presentato tempo fa anche la proposta di portare in detrazione dal reddito le perdite causate dalla svalutazione delle azioni delle due banche esattamente come avviene oggi per le società. Vorremmo che su questo la politica battesse un colpo visto che ad oggi nessuno ha dato ascolto a quella che ci pare una proposta di buon senso. Una proposta che permetterebbe di far risparmiare circa 6-7.000 euro di tasse in media ad ogni socio. La perdita potrebbe essere portata in detrazione in 5 o 10 anni in modo da non avere un impatto troppo pesante sui conti dello stato.

Queste tre misure comporterebbero un ristoro complessivo per ogni socio pari a circa il 40-50% di quanto perso, favorendo il possibile recupero del necessario clima di fiducia verso le due banche (unito a vantaggi commerciali come già prospettato dalle stesse), senza il quale nessun investitore avanzerà serie proposte di acquisto e di rilancio dei due istituti.

Il solo 15% proposto ci sembra troppo poco per poter tentare di riconquistare sul serio il territorio e i clienti, evitando al contempo cause milionarie contro gli istituti. Auspichiamo quindi l'avvio di un serio confronto su questo da parte dei vertici degli istituti e da parte anche della politica.

RIMBORSO AI SOCI VB E BPVI: UN BUON PUNTO DI PARTENZA

La associazione soci banche popolari venete accoglie positivamente la proposta di rimborso per i soci di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Questa può costituire un valido punto di partenza da integrare però con la proposta presentata da noi qualche mese fa, che prevede la emissione ed assegnazione ai soci di bonds a scadenza variabile e cedola crescente a fronte della cessione di crediti insofferenza ad una società esterna creata ad hoc dalle due banche. In questo modo tra pagamento cash del 15% ed obbligazioni si arriverebbe ad un rimborso non inferiore al 30-35% di quanto investito dai vecchi soci.
Informiamo inoltre che una delegazione della associazione sosterrà venerdì un incontro presso la direzione generale della Banca Popolare di Vicenza per parlare della proposta di ristoro ai vecchi soci.

Prof. Enzo Guidotto presidente
Dott. Francesco Celotto vicepresidente
Associazione soci banche popolari venete